Il tempo, oggi, scorre a una velocità incontrollabile verso un futuro
incerto e spaventoso.
Non siamo più abituati ad aspettare e non vogliamo neanche farlo.
“L’attesa del piacere è essa stessa il piacere”, recitava il drammaturgo,
nonché filosofo, Gotthold E. Lessing. Ma quale attesa?
Oggi non siamo più disposti a “perdere tempo”, a investire denaro,
tempo e fatiche in qualcosa o qualcuno.
“Modernità liquida” è un concetto con cui Zygmunt Bauman esprime
quella dinamicità e incertezza che caratterizzano la contemporaneità.
Questi mutamenti e questa mancanza di concretezza e di certezze
hanno messo in discussione non solo l’individuo ma l’intera società, i
sentimenti, le relazioni, le opinioni e i desideri.
Si parla di una generazione “scollegata” e incapace di sentire davvero?!
Dobbiamo forse guardare tutto ciò dall’esterno con una “lucidità
dolorosa” Pasoliniana con la consapevolezza che l’uomo è sempre più
omologato, alienato, vittima del sistema diventando un suddito consumatore allontanandosi dalla sua spiritualità e dalla sua essenza
più profonda. Con questa figura emblematica, ma di grande esempio,
bisogna cercare la verità, la bellezza, la giustizia in questa vita dove
forse siamo “anestetizzati da noi stessi”.
Non sarà la tristezza a intrigare più della felicità?!
E con questa domanda lascio aperto uno spunto di riflessione per
ognuno di noi con un velo di amarezza…

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