Bilancio UE: il Parlamento europeo boccia la proposta della Commissione. “Così l’Unione resterà al palo”



Bruxelles, 16 luglio 2025 – Un bilancio “congelato” che rischia di paralizzare l’Europa. È durissima la reazione del Parlamento europeo alla proposta della Commissione sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP). I deputati incaricati di seguire i negoziati hanno definito la proposta “semplicemente insufficiente” e hanno lanciato un chiaro avvertimento: con un tetto di spesa fermo all’1,26% del Reddito Nazionale Lordo – di cui una parte destinata al rimborso del debito del piano NextGenerationEU – si prefigurano tagli alle politiche chiave dell’Unione.

Un bilancio che non risponde alle sfide

I relatori Siegfried Mureșan (PPE, Romania) e Carla Tavares (S&D, Portogallo) hanno denunciato l’inadeguatezza dell’impianto proposto, sottolineando che la cifra presentata non tiene conto dell’inflazione né delle crescenti esigenze strategiche. “Questo bilancio – affermano – non permetterà di finanziare settori cruciali come la coesione sociale, l’agricoltura, la difesa, la transizione climatica e l’innovazione”.

Secondo Tavares, l’impostazione della Commissione mette a rischio lo spirito stesso dell’UE: “La coesione economica, sociale e territoriale è il fondamento del progetto europeo. Tagliare i fondi a queste priorità significa minare la solidarietà tra Stati membri”.

Allarme per la governance democratica

Ma le critiche non si fermano agli importi. Nel mirino dei parlamentari finisce anche la struttura del bilancio, accusata di marginalizzare il ruolo del Parlamento europeo. “Non accetteremo meccanismi che eludano il controllo democratico”, ha dichiarato Mureșan. “Il bilancio non è un bancomat nelle mani della Commissione”.

I deputati si oppongono anche all’idea di affidare i fondi a piani nazionali scollegati da una visione comune, ribadendo che il bilancio europeo deve essere uno strumento di integrazione e non una somma di interessi particolari.

Il nodo delle risorse proprie

Sandra Gómez López (S&D, Spagna) e Danuše Nerudová (PPE, Repubblica Ceca), relatrici sulle risorse proprie, hanno accolto positivamente la proposta della Commissione di nuove fonti di entrate, tra cui una tassa sul tabacco, contributi sull’e-commerce e dazi sui rifiuti elettronici. Tuttavia, avvertono: “Ora spetta agli Stati membri assumersi le proprie responsabilità. Servono entrate nuove, stabili e non in competizione con i bilanci nazionali, se vogliamo un’Europa capace di affrontare le sfide globali”.

Una battaglia parlamentare in vista

Il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: il Parlamento europeo è pronto a difendere le proprie prerogative e a rigettare ogni tentativo di comprimere la sua funzione legislativa e di controllo. “Siamo disponibili al dialogo – concludono i relatori – ma non accetteremo compromessi al ribasso. L’Europa ha bisogno di un bilancio coraggioso, coerente con le sue ambizioni e i suoi valori”.

Da Luigia Aristodemo

Presidente Associazione DIRE DONNA OGGI Editore Associazione DIRE OGGI 2.0

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