In psicologia si attribuisce al disagio sociale un senso di inadeguatezza dell’individuo rispetto all’ecologia di sistema in cui è inserito, con conseguenze che si riflettono in un’alterazione dello stato di benessere, con importanti implicazioni che vanno a ledere la quotidianità.

Se in passato, nel gergo comune, il disagio sociale veniva tendenzialmente legato alla concezione di anomia, associazione per altro ingannevole e stereotipata, nell’ultimo periodo tale costrutto ha fatto sì che prendesse dei connotati, anche per i non addetti ai lavori, di un vissuto più vicino alla concezione di solitudine indipendente dall’appartenenza sociale, familiare e relativo alle caratteristiche individuali.

Negli ultimi anni questo fenomeno ha colpito equamente i giovani, indistintamente, evidenziando le fragilità della società contemporanea connesse alla mancanza di affetto e di sostegno concreto, evidenziando altresì le carenze educative.

Se si prende in considerazione un contesto familiare disfunzionale, e lo si somma a quanto sinora descritto, è possibile delineare come, in realtà, queste criticità si siano potute evolvere in problematiche di natura psicopatologica e portare a Depressione, Attacchi di Panico, Disturbo Ossessivo Compulsivo, Ansia Generalizzata, Ansia Anticipatoria, difficoltà attentive, tic nervosi, eloquio alterato e via discorrendo.

Queste manifestazioni, associate alla Fobia Sociale, hanno ulteriormente evidenziato le fragilità dei ragazzi, esponendo maggiormente taluni a fenomeni di bullismo e cyberbullismo; quest’ultimo colpisce anche all’interno delle mura domestiche, nell’intimità della propria camera, impedendo di avere accesso a dei luoghi ritenuti sicuri dove potersi percepire protetti. È così spiegabile l’innalzamento di episodi legati al ritiro sociale e al suicidio, piuttosto che all’allontanamento volontario da casa. I nativi digitali non possono difatti risolvere l’onta legata al bullismo cambiando città, in quanto i social hanno consegnato la loro presa in giro al mondo intero.

L’allontanamento volontario da casa, in questa precisa epoca storica, è correlato a una situazione di disagio familiare, o spinto dal desiderio di raggiungere amici o partner conosciuti in rete. Questo ultimo aspetto però, sommato alle fragilità descritte, e all’incremento delle interazioni in rete, espone maggiormente al rischio di incontri di natura malevola, con fini ingannevoli aumentando il rischio di adescamento in rete.

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