Il rogo, alimentato da sterpaglie e rifiuti, ha minacciato le abitazioni fino a tarda notte. Criticità nei soccorsi e polemiche sulla mancanza di una caserma operativa dei Vigili del Fuoco a Ostia.


ROMA – Un vasto e violento incendio è divampato nella tarda serata di sabato 5 settembre, intorno alle 22:00, a Dragoncello, tenendo in apprensione per ore gli abitanti della zona. Le fiamme hanno rapidamente divorato un ampio terreno incolto situato tra l’istituto superiore Ferdinando Magellano, via Andrea da Garessio, via Giuseppe Beduschi e via di Dragoncello.
Un’area da tempo segnalata come pericolosa e lasciata senza manutenzione, trasformata in una discarica a cielo aperto nonostante le ripetute denunce dei cittadini e del comitato di quartiere.

Le fiamme alimentate da sterpaglie e rifiuti
Il rogo è partito dal cancello che si affaccia su via Andrea da Garessio, per poi essere spinto dal vento verso la zona residenziale, arrivando a ridosso dei palazzi di via Giuseppe Beduschi, a partire dal civico 71. Le fiamme, pur non raggiungendo gli edifici, si sono avvicinate pericolosamente alle recinzioni. Alcuni condomini, nel frattempo, hanno cercato di proteggere le proprie abitazioni bagnando giardini e terreni con i tubi dell’acqua.
A rendere la situazione ancora più critica è stata la presenza di una vegetazione fitta e incolta — sterpaglie, rovi, canneti, cespugli — aggravata dagli sversamenti illeciti di rifiuti che continuano a verificarsi nell’area. Il materiale abbandonato ha agito da accelerante, trasformando il campo in una torcia a cielo aperto.
Fiamme altissime si sono registrate anche vicino a una cabina elettrica e a un palo della luce. Un albero, completamente avvolto dal fuoco fino alla cima, continuava a riaccendersi nonostante i tentativi di spegnimento. Solo l’intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che il rogo raggiungesse le infrastrutture elettriche.
Intorno a mezzanotte, quando sembrava che l’incendio stesse diminuendo, il fuoco ha ripreso vigore, avanzando verso via di Dragoncello e lambendo direttamente la strada.

I nodi critici dei soccorsi e la questione della caserma di Ostia
Le operazioni di spegnimento sono state ostacolate da pesanti criticità logistiche che evidenziano lo stato di abbandono della sicurezza sul Litorale. Dopo il crollo della storica caserma dei Vigili del Fuoco di Ostia, i distaccamenti sono ospitati in via provvisoria presso la struttura della Guardia di Finanza all’Infernetto: una sistemazione che non dispone delle infrastrutture necessarie per la manutenzione dei mezzi, alcuni dei quali risultano addirittura dislocati a Fiumicino, con ulteriori ritardi e difficoltà operative.
Nonostante la distanza e le condizioni sfavorevoli, le squadre intervenute hanno fatto il possibile, supportate anche dai residenti impegnati a difendere autonomamente le proprie proprietà. Ma i mezzi iniziali non sono bastati: intorno alle 2:00 è stato necessario l’invio di un ulteriore automezzo per fronteggiare un fronte di fuoco che continuava a bruciare con violenza.
Tra gli abitanti restano forti interrogativi sul mancato impiego di un elicottero antincendio, che — secondo quanto riferito — avrebbe potuto raggiungere i punti più impervi del terreno, difficilmente accessibili alle autobotti.

L’appello del quartiere e la polemica politica
Alle 2:00 di notte, con le fiamme ancora alte a pochi metri dalle finestre, la rabbia dei residenti si è trasformata in un appello diretto alle istituzioni: «Per quanto tempo ancora dovremo rischiare di vedere il fuoco entrare nei nostri giardini e nelle nostre abitazioni? Chi deve garantire un intervento tempestivo quando il pericolo è così evidente?»
Dal territorio arriva una richiesta chiara: ripristinare e ristrutturare in tempi brevi la caserma dei Vigili del Fuoco di Ostia, dotandola di mezzi, personale e infrastrutture adeguate. Una priorità che, secondo gli abitanti, dovrebbe prevalere su spese giudicate improduttive: come denunciato, i quasi 500.000 euro destinati alle bollette arretrate del Vittorio Emanuele occupato avrebbero potuto essere investiti nella sicurezza del territorio e nel presidio delle emergenze.

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