Marco Rizzo riparte dall’“Italia del domani”: da Pietralunga la sfida al bipolarismo


A Pietralunga il “Ferragosto sovranista” dell’ex parlamentare. Un tour attraverso sette regioni per costruire un nuovo soggetto politico, mentre resta aperta la partita dei rapporti con l’area di Roberto Vannacci.
PIETRALUNGA – Marco Rizzo sceglie l’Umbria e il giorno di Ferragosto per aggiungere un altro tassello alla costruzione della sua nuova casa politica. A Pietralunga, nel Perugino, prende forma “Italia del domani”, il progetto con il quale l’ex parlamentare tenta di ripartire dopo la frattura con Democrazia Sovrana Popolare.
Non si tratta soltanto della presentazione di un nuovo simbolo o dell’ennesima sigla destinata ad affollare il panorama dei piccoli partiti italiani. Almeno nelle intenzioni di Rizzo, l’obiettivo è più ambizioso: intercettare quella parte dell’elettorato che non si riconosce più nella tradizionale contrapposizione tra centrodestra e centrosinistra.
L’appuntamento umbro rientra nel “Giro per la riscossa nazionale”, un viaggio politico attraverso sette regioni pensato per incontrare cittadini, sostenitori e realtà territoriali e misurare sul campo lo spazio disponibile per la nuova formazione. In Umbria è già in fase di costruzione un comitato a sostegno del progetto.
Sicurezza, immigrazione e questione sociale
Il tentativo di Rizzo è quello di tenere insieme temi che, nel dibattito politico degli ultimi anni, sono stati spesso collocati su fronti opposti.
Da una parte la giustizia sociale, la tutela delle fasce economicamente più fragili e una critica radicale alle élite; dall’altra sicurezza, controllo dell’immigrazione e sovranità nazionale.
È proprio su questo terreno che l’ex esponente comunista cerca di costruire una proposta difficilmente classificabile attraverso le tradizionali categorie di destra e sinistra.
Secondo Rizzo, sicurezza e immigrazione non possono essere considerate questioni estranee alla condizione sociale: insicurezza e marginalità finiscono infatti per gravare soprattutto sui cittadini più vulnerabili. Una lettura attraverso la quale prova a sottrarre questi argomenti al monopolio politico della destra, inserendoli in un discorso più ampio sulla protezione delle classi popolari.
La rottura con DSP e la costruzione del nuovo partito
La nascita dell’“Italia del domani” arriva dopo una fase politicamente turbolenta.
Rizzo ha lasciato Democrazia Sovrana Popolare, formazione che aveva contribuito a costruire insieme a Francesco Toscano. Tra le ragioni della frattura ha pesato anche il diverso atteggiamento nei confronti di Roberto Vannacci e della sua nuova formazione politica.
L’uscita da DSP non sembra però aver determinato un arretramento. In diverse realtà territoriali alcuni dirigenti hanno scelto di seguire Rizzo nel nuovo percorso: in Liguria, ad esempio, una parte significativa della struttura regionale di DSP ha aderito al progetto e avviato un comitato costituente.
Il tour estivo serve dunque anche a capire quanto questa dinamica possa estendersi al resto del Paese.
L’incognita Vannacci
Sul futuro del nuovo soggetto politico pesa inevitabilmente anche un’altra domanda: quale sarà il rapporto con Roberto Vannacci?
Rizzo non ha nascosto l’interesse verso alcune posizioni del leader di Futuro Nazionale, soprattutto sui temi della guerra e della sovranità. A Torino ha esplicitamente aperto al confronto con l’ex generale, pur senza trasformare questa disponibilità in un accordo politico strutturato.
È un passaggio tutt’altro che secondario.
Un’intesa tra mondi provenienti da storie politiche profondamente differenti rappresenterebbe infatti un esperimento nuovo nel panorama italiano: una possibile area sovranista e antisistema capace di tentare di superare la tradizionale divisione destra-sinistra.
Per ora, tuttavia, siamo ancora nel campo delle interlocuzioni e delle convergenze su singoli temi. Parlare di alleanza sarebbe prematuro.
Il vero banco di prova arriverà in autunno
Anche la denominazione definitiva del movimento è parte di un processo ancora in corso. Rizzo ha indicato “L’Italia del domani” come nome del progetto, annunciando che la definizione sarebbe arrivata entro il primo settembre. Un ulteriore appuntamento politico è previsto per il 3 ottobre, quando il nuovo soggetto dovrebbe mostrare con maggiore chiarezza organizzazione e prospettive.
Pietralunga, dunque, rappresenta soprattutto una tappa.
La questione politica vera sarà capire se intorno a Rizzo nascerà semplicemente un’altra formazione minoritaria oppure se riuscirà a coagularsi uno spazio elettorale oggi disperso tra astensione, protesta, sovranismo e voto antisistema.
È questa la scommessa dell’“Italia del domani”: trasformare il malessere verso i due schieramenti tradizionali in un’offerta politica riconoscibile.
Il tour estivo serve a misurarne il consenso. L’autunno dirà se quel consenso potrà diventare un partito.

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