Roma, 16 agosto 2025 — L’annuncio che alcuni rappresentanti del movimento internazionale We Are Church (Noi Siamo Chiesa) parteciperanno al Giubileo delle équipe sinodali e degli organismi di partecipazione in Vaticano dal 24 al 26 ottobre ha acceso un dibattito acceso dentro e fuori la Chiesa. Diverse testate parlano di un incontro con Papa Leone XIV durante le giornate giubilari; altre, più caute, sottolineano che la forma dell’eventuale momento con il Pontefice non è stata dettagliata. Ecco i fatti verificati, le sfumature e ciò che (per ora) non c’è.
I fatti confermati
Chi invita e quando. L’invito a una delegazione di We Are Church è partito dalla Segreteria generale del Sinodo, guidata dal cardinale Mario Grech, per il Giubileo del 24–26 ottobre. È la prima volta che il movimento prende parte, in questa forma, a un evento giubilare in Vaticano.
Cosa faranno i partecipanti. Oltre a prendere parte al programma, i delegati attraverseranno la Porta Santa; diverse testate riportano che incontreranno anche Papa Leone XIV nel corso delle giornate. È il passaggio definito “novità assoluta” da più cronache.
Il profilo del movimento. We Are Church (in Italia Noi Siamo Chiesa) è una rete nata negli anni ’90 che chiede, tra l’altro, maggiore inclusione delle persone LGBTQ+, ordinazione femminile e la possibilità per i preti di sposarsi.
Le sfumature (e le cautele) emerse
Forma dell’incontro. RaiNews segnala che per l’evento giubilare non risulta al momento uno specifico incontro privato con il Papa, pur non essendo escluso che ci sia un momento con il Pontefice nell’ambito del programma. L’interpretazione prevalente è che si tratti di un incontro collegato al calendario del Giubileo, non necessariamente un’udienza separata.
Chi ha invitato davvero. Avvenire ha raccolto la precisazione di una co-coordinatrice italiana del movimento: l’invito non è “del Papa” in quanto tale, ma della Segreteria del Sinodo che ha accolto la richiesta presentata dal gruppo. Un dettaglio importante per evitare titoli fuorvianti.
Documento di invito. Una testata specializzata ha pubblicato il testo con cui la Segreteria del Sinodo esprime “apprezzamento” e apre alla partecipazione al programma giubilare: un segnale di riconoscimento istituzionale, pur senza implicare cambiamenti dottrinali.
Il contesto del pontificato
Eletto l’8 maggio 2025 dopo la morte di Papa Francesco, Leone XIV (l’americano Robert Prevost) ha ereditato i dossier più sensibili: questione LGBTQ+, ruolo delle donne e lotta agli abusi. Analisi internazionali ricordano che, pur su posizioni tradizionali sul matrimonio, Leone XIV ha mantenuto l’apertura alle benedizioni di coppie dello stesso sesso nei limiti già tracciati sotto Francesco; sull’ordinazione femminile resta ferma l’opposizione al sacerdozio, mentre il tema del diaconato femminile rimane oggetto di studio.
Perché è una “prima volta” che fa discutere
L’accesso di un gruppo percepito come “riformista” a un evento giubilare in Vaticano è inedito e, per molti osservatori, segnala ascolto e ingaggio con istanze di base talvolta conflittuali con la Curia. La notizia è stata rilanciata da agenzie e media internazionali, con alcuni titoli che parlano di “Pope to receive” la delegazione nel quadro del Giubileo. La divergenza di taglio (tra “riceverà” e “parteciperà, con possibile incontro”) spiega parte della confusione sul tenore dell’appuntamento.
Prossime date da segnare
6 settembre 2025 – Pellegrinaggio giubilare dei cristiani LGBTQ+ e dei familiari (iniziativa Tenda di Gionata). Un test preliminare del clima attorno a questi temi a Roma.
24–26 ottobre 2025 – Giubileo delle équipe sinodali: presenza di We Are Church/Noi Siamo Chiesa, attraversamento della Porta Santa e possibile momento con il Papa nell’ambito del calendario ufficiale. Attese conferme di dettaglio dalla Sala Stampa della Santa Sede man mano che si avvicina l’evento.
Cosa (per ora) non implica
Nessun cambio dottrinale annunciato su matrimonio o sacerdozio femminile: l’eventuale incontro avverrebbe nel quadro di un evento giubilare, non come tavolo negoziale. Le posizioni di Leone XIV su questi temi — continuità con le benedizioni ma no al matrimonio egualitario; no all’ordinazione presbiterale delle donne — sono state ribadite in più analisi e reportage.

