Riscatto della laurea 2025: ordinario o agevolato? Ecco cosa conviene davvero


ROMA – Cresce l’interesse per il riscatto degli anni universitari ai fini pensionistici, soprattutto tra i giovani lavoratori e i contribuenti più attenti alla pianificazione previdenziale. Ma tra riscatto ordinario e agevolato, quale conviene davvero nel 2025?

Con l’aumento del minimale contributivo a 18.555 euro, anche il costo del riscatto agevolato sale leggermente: 6.123,15 euro per ogni anno di corso da riscattare, contro i 6.077 euro del 2024. Una spesa che può essere affrontata in 120 rate mensili, senza interessi. Ma a chi conviene scegliere questa opzione?

Due modalità, due logiche fiscali

Il riscatto ordinario si calcola sulla base del reddito personale e può costare molto di più del fisso previsto dall’agevolato, ma offre un vantaggio fiscale immediato: la deduzione integrale dall’IRPEF. Un’opzione spesso preferita da chi ha redditi medio-alti, desidera anticipare l’età pensionabile e punta a un assegno più sostanzioso.

Diversa la logica del riscatto agevolato, introdotto nel 2019 per rendere l’accesso più democratico: calcolato su un reddito fittizio minimo, consente di trasformare ogni anno universitario in contributi con una spesa contenuta e fissa, detraibile al 50% in 5 anni nella dichiarazione dei redditi. Se a sostenere la spesa sono i genitori, la detrazione è del 19%.

Una scelta che incide sul futuro

Il riscatto della laurea è uno strumento utile per recuperare gli anni di studio e utilizzarli ai fini pensionistici. Ma non è sempre la scelta giusta. Occorre valutare:

l’effettiva possibilità di raggiungere i requisiti minimi per la pensione (67 anni di età e almeno 20 di contributi),

il sistema pensionistico in cui si rientra (retributivo, misto o contributivo),

la sostenibilità economica dell’investimento.


Un giovane con reddito basso o intermittente potrebbe non trarre beneficio da un riscatto ordinario, mentre per un professionista con reddito elevato il vantaggio fiscale può ripagare rapidamente l’operazione.

Le simulazioni dell’INPS e i consigli degli esperti

L’INPS mette a disposizione un servizio online gratuito per la simulazione del riscatto, accessibile tramite SPID, CIE o CNS. Attraverso questo strumento è possibile confrontare il costo e l’impatto pensionistico delle due modalità, valutando in modo personalizzato quale opzione sia più vantaggiosa.

Gli esperti previdenziali raccomandano di affidarsi a un patronato o a un consulente per comprendere se e quando conviene riscattare gli anni universitari: in alcuni casi, il riscatto può anticipare l’uscita dal lavoro, in altri no.

Il trend: più richieste e più consapevolezza

Nel 2024 le richieste di riscatto sono aumentate del 12% rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro: lavoratori e lavoratrici, specialmente tra i 30 e i 45 anni, vogliono giocare d’anticipo e gestire in autonomia la propria futura pensione.

Nel 2025, il confronto tra riscatto ordinario e agevolato si fa ancora più attuale. Certezza della spesa o massimo beneficio fiscale? La risposta dipende da reddito, età, orizzonte temporale e aspettative pensionistiche. Ma una cosa è certa: investire sul proprio futuro, oggi, è una scelta che può fare la differenza domani.


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