Pubblichiamo l’articolo di Souad Sbai già uscito su Bee Magazine
Trump annuncia la designazione della Fratellanza Musulmana come organizzazione terroristica: “Documenti in preparazione”
24 Novembre 2025
Domenica mattina, in un’intervista concessa a Just the News, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato l’intenzione di designare ufficialmente la Fratellanza Musulmana come Foreign terrorist organization (Fto), una mossa che potrebbe ridefinire in profondità la politica di sicurezza nazionale americana e le relazioni diplomatiche nel mondo arabo. Trump ha parlato di una decisione “nei termini più forti e potenti”, precisando che i documenti necessari sono “in fase di elaborazione finale”, lasciando intendere che l’annuncio formale sia imminente.
La Fratellanza Musulmana, movimento politico-religioso fondato in Egitto nel 1928, è da decenni al centro di controversie internazionali. Alcuni governi del Medio Oriente – tra cui Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti – l’hanno già dichiarata illegale, accusandola di fomentare instabilità, radicalizzazione e sostegno ideologico a gruppi estremisti. Negli Stati Uniti, però, l’organizzazione non ha mai ricevuto una designazione formale come entità terroristica, in parte per la sua struttura complessa e ramificata, in parte per timori di effetti collaterali su organizzazioni civili e comunità musulmane americane legate culturalmente o storicamente al movimento.
Secondo Trump, tuttavia, questa prudenza non è più giustificata. Negli ultimi mesi, il presidente ha sottolineato più volte la necessità di colpire “tutte le reti internazionali che alimentano l’estremismo islamista”, includendo nella sua critica anche figure politiche americane considerate troppo morbide nei confronti dell’organizzazione. L’annuncio segue inoltre la recente decisione del governatore del Texas, Greg Abbott, che a livello statale ha classificato la Fratellanza e il Cair – il Council on American-Islamic Relations – come gruppi terroristici o criminali transnazionali, una scelta che ha riacceso il dibattito sul ruolo delle associazioni musulmane negli Stati Uniti e sulla possibilità di abusi legislativi.
Le implicazioni della designazione federale sarebbero considerevoli. Dal punto di vista legale, una Fto è soggetta a restrizioni severe: congelamento dei beni, divieto di transazioni economiche e penali pesanti per chi fornisce supporto materiale, persino involontario. Ciò potrebbe colpire non solo i rami esteri del movimento, ma anche gruppi accademici, associazioni di comunità e istituzioni religiose percepite – a torto o a ragione – come vicine alla Fratellanza. Gli analisti temono che la misura possa creare un clima di sospetto generalizzato verso i musulmani americani, con un impatto significativo sulle libertà civili.
Sul piano internazionale, la decisione rischia di accentuare divisioni già profonde. Paesi come Qatar e Turchia, che intrattengono stretti rapporti con la Fratellanza, potrebbero interpretare la mossa come una pressione politica diretta. Al contrario, Israele e alcuni alleati del Golfo hanno accolto positivamente l’intenzione di Trump, sostenendo che l’organizzazione rappresenti un pericolo sia ideologico sia operativo per la stabilità regionale.
Restano però aperte molte domande: fino a che punto la Casa Bianca riuscirà a definire giuridicamente un movimento che non opera come un’entità unitaria? Come verranno distinti i rami politici da quelli potenzialmente violenti?
La designazione, insomma, non è solo un gesto politico: potrebbe diventare una delle decisioni più significative dell’amministrazione Trump in materia di sicurezza nazionale, con ripercussioni che potrebbero riguardare anche l’Europa, Italia compresa.

