“Gli equilibri geopolitici mondiali non possono essere pagati dalle imprese e i cittadini. E invece purtroppo domani il Parlamento europeo si appresta a votare un provvedimento che pone fine all’import del solo gas russo senza minimamente considerare le gravi conseguenze nel mercato dell’energia. Nell’intero 2024 il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia è stato di 108,5 euro/MWh contro i 58 della Francia e i 63 della Spagna, questo si traduce in un salasso specialmente per le piccole e medie imprese. Inoltre, si rischia di sostituire la nostra dipendenza dal gas russo con una nuova dipendenza dal gas naturale liquefatto proveniente dagli Stati Uniti, che non è solo emette più CO2 del carbone durante l’estrazione con tecniche di fracking e il trasporto vanificando gli sforzi climatici, ma è anche molto più costoso rispetto a quello russo. Davanti a questo scenario la Commissione europea di Ursula Von der Leyen, né il governo Meloni stanno mettendo in campo misure di compensazione per calmierare le bollette dei cittadini che inevitabilmente avranno un forte aumento nei prossimi anni, facendo perdere competitività alle nostre imprese e comprimendo anche il potere di acquisto delle nostre famiglie. Domani, dunque, voteremo contro questo provvedimento suicida per l’Italia e l’UE, per noi l’emancipazione dal gas, russo e non solo, deve essere più graduale, in linea anche con l’agenda sul clima Ue che fissa al 2050 il phasing out totale, ma la maggioranza Ursula ha bocciato tutti i nostri emendamenti”, così in una nota congiunta gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Danilo Della Valle, Gaetano Pedullà e Dario Tamburrano.

Da L. A.

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