Viviamo l’era della grande bugia, dell’inganno a cui si partecipa, non imposto dall’alto.
In passato la verità veniva nascosta mentre, oggi, nulla è censurato: si seppellisce il vero sotto mille falsi verosimile. Funziona? Si. Ogni falso viene propinato per quello che si vuole credere.
Foto, video, testi e voci, rendono la realtà editabile e, tutto ciò, conduce alla sfiducia e, di conseguenza, a una società che non crede a niente e, per questo, facilmente manipolabile, pari a una che crede a tutto.
L’inganno è gratificante: l’algoritmo premia ciò che tiene incollato, non il vero. E, ciò che tiene incollato, è quasi sempre invidia, conferma, volgarità.
La verità è noiosa, la menzogna è interessante.
L’inganno ha successo perché fa sentire parte di un gruppo di eletti con spiegazioni per tutto.
Ma, l’inganno, allontana, crea distanza tra gli uomini, rende soli.
C’è una grande differenza tra scrivere nei commenti “se hai bisogno ci sono” e bussare davvero alla porta di qualcuno.
L’aiuto concreto della comunità, lascia il posto all’aiuto come dichiarazione di intenti.
Dal “ti guardo il figli, ti presto una mano, dormo con te” al dire “io ci sono”. E lo si dice per sentirsi buoni senza sporcarsi le mani.
E allora si impara a non chiedere aiuto perché la risposta è racchiusa in una bella frase.
E si resta soli. Per orgoglio e per paura di disturbare.
La solitudine non è tutta uguale: c’è quella che ti isola e quella che ti chiarisce.
La prima dice”nessuno si interessa a te”, la seconda “poche persone si interessano davvero e sono quelle che contano”.
Basta un vicino che lascia le chiavi, uno che ti siede accanto e, il mondo, smette di essere una fila di porte chiuse e diventa una piazza .
Una piazza dove empatia e condivisione si tengono per mano.
E, il “ti capisco”, diventa “sono qui”.
Maria Mollo
L’inganno
Viviamo l’era della grande bugia, dell’inganno a cui si partecipa, non imposto dall’alto. In passato la verità veniva nascosta mentre, oggi, nulla è censurato: si seppellisce il vero sotto mille falsi verosimile. Funziona? Si. Ogni falso viene propinato per quello che si vuole credere. Foto, video, testi e voci, rendono la realtà editabile e, tutto ciò, conduce alla sfiducia e, di conseguenza, a una società che non crede a niente e, per questo, facilmente manipolabile, pari a una che crede a tutto. L’inganno è gratificante: l’algoritmo premia ciò che tiene incollato, non il vero. E, ciò che tiene incollato, è quasi sempre invidia, conferma, volgarità. La verità è noiosa, la menzogna è interessante. L’inganno ha successo perché fa sentire parte di un gruppo di eletti con spiegazioni per tutto. Ma, l’inganno, allontana, crea distanza tra gli uomini, rende soli. C’è una grande differenza tra scrivere nei commenti “se hai bisogno ci sono” e bussare davvero alla porta di qualcuno. L’aiuto concreto della comunità, lascia il posto all’aiuto come dichiarazione di intenti. Dal “ti guardo il figli, ti presto una mano, dormo con te” al dire “io ci sono”. E lo si dice per sentirsi buoni senza sporcarsi le mani. E allora si impara a non chiedere aiuto perché la risposta è racchiusa in una bella frase. E si resta soli. Per orgoglio e per paura di disturbare. La solitudine non è tutta uguale: c’è quella che ti isola e quella che ti chiarisce. La prima dice”nessuno si interessa a te”, la seconda “poche persone si interessano davvero e sono quelle che contano”. Basta un vicino che lascia le chiavi, uno che ti siede accanto e, il mondo, smette di essere una fila di porte chiuse e diventa una piazza . Una piazza dove empatia e condivisione si tengono per mano. E, il “ti capisco”, diventa “sono qui”. Maria Mollo

