Carburanti, benzina a 2,086 euro e diesel a 2,193: prezzi ancora in aumento



ROMA – Non si ferma la corsa dei prezzi dei carburanti in Italia. Venerdì 11 settembre 2026 la benzina self service sulla rete stradale nazionale ha raggiunto una media di 2,086 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 2,193 euro al litro.
I dati arrivano dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e mostrano un nuovo aumento rispetto alla giornata precedente, quando la benzina era a 2,077 euro e il diesel a 2,184 euro al litro.
Benzina e diesel: quanto costa fare il pieno
La situazione è ancora più pesante per chi viaggia in autostrada. Qui il prezzo medio in modalità self service raggiunge 2,176 euro al litro per la benzina e 2,268 euro per il gasolio.
Su un pieno da 50 litri significa spendere, considerando le medie nazionali sulla rete ordinaria, circa 104,30 euro per la benzina e 109,65 euro per il diesel.
Una spesa che continua quindi a incidere sui bilanci delle famiglie e che può avere conseguenze anche per le imprese, soprattutto nei settori maggiormente dipendenti dal trasporto su strada.
Diesel, prorogato il taglio delle accise fino al 17 settembre
Il Governo è intervenuto nuovamente sul gasolio. Il Consiglio dei ministri ha prorogato dall’11 al 17 settembre 2026 la riduzione fiscale sul diesel.
Lo sconto complessivo resta pari a circa 17 centesimi al litro considerando anche l’effetto dell’Iva. La proroga comporta uno stanziamento di 86 milioni di euro.
La misura, tuttavia, non sta impedendo al prezzo finale del gasolio di rimanere ampiamente sopra i due euro al litro.
Consumatori chiedono interventi strutturali
Di fronte alla nuova escalation, le associazioni dei consumatori chiedono misure che non si limitino agli interventi temporanei sulle accise.
Tra le questioni sollevate figurano una maggiore concorrenza nella distribuzione, controlli più incisivi sulle dinamiche dei prezzi e strumenti più efficaci contro eventuali anomalie del mercato.
Il problema, infatti, non riguarda soltanto gli automobilisti. L’aumento dei carburanti può trasferirsi sui costi di trasporto e distribuzione delle merci, con possibili ripercussioni sui prezzi finali pagati dai consumatori.
Per il momento, il dato dell’11 settembre fotografa una situazione chiara: benzina oltre 2,08 euro, diesel vicino a 2,20 euro e un pieno che torna a superare facilmente i cento euro.

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