Stadio-clinica Terni, chi ha vinto davvero? La Regione vince la battaglia legale, ma il progetto di Bandecchi riparte


Il Comune rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato e si chiude il contenzioso con la Regione Umbria. L’iter istituzionale può proseguire, ma resta aperta la questione decisiva degli 80 posti letto convenzionati.
TERNI – La battaglia giudiziaria sul progetto stadio-clinica di Terni si ferma, ma la partita politica è tutt’altro che conclusa. Il Comune guidato dal sindaco Stefano Bandecchi ha rinunciato al ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che aveva dato ragione alla Regione Umbria. Una scelta che mette fine allo scontro legale e consente ora di riportare la vicenda sul terreno amministrativo e istituzionale.
A prima vista il risultato sembrerebbe netto: sul piano giuridico è la Regione ad avere avuto la meglio. Il Comune non porterà infatti davanti al Consiglio di Stato la decisione del Tar e il procedimento dovrà proseguire seguendo il percorso amministrativo ritenuto corretto dalla Regione.
Ma fermarsi a questa lettura rischia di raccontare soltanto metà della storia.
Il progetto stadio-clinica non si ferma
La rinuncia al contenzioso non equivale infatti alla bocciatura dello stadio-clinica. Al contrario, dopo il confronto tra Regione e Comune e le verifiche sulla compatibilità con la programmazione vigente, l’iter istituzionale può andare avanti.
Il Comune può quindi proseguire con gli adempimenti di propria competenza relativi alla realizzazione dell’intervento.
Ed è proprio questo l’elemento che consente a Bandecchi di rivendicare politicamente un risultato: il progetto che ha caratterizzato una parte importante della sua azione amministrativa non viene archiviato.
Si arriva così a una situazione apparentemente paradossale: la Regione vince la battaglia sulla procedura, mentre Bandecchi vede riaprirsi la strada per portare avanti il progetto.
Il vero nodo sono gli 80 posti letto
Resta però una questione fondamentale, probabilmente la più importante dell’intera vicenda: gli 80 posti letto della clinica.
Il proseguimento dell’iter urbanistico ed edilizio non significa automaticamente ottenere accreditamento e convenzionamento con il Servizio sanitario regionale.
Sono piani amministrativi differenti. Ed è proprio sulla possibilità di inserire la futura struttura nella programmazione sanitaria regionale che potrebbe giocarsi la fase successiva dello scontro.
Per Bandecchi, infatti, il valore economico e strategico dell’operazione è strettamente collegato alla funzione sanitaria della struttura. Per la Regione, invece, rimangono ferme le proprie competenze in materia di programmazione, autorizzazione, accreditamento e rapporti con il servizio sanitario.
Proietti e Bandecchi, due vittorie diverse
Alla domanda “chi ha vinto?”, quindi, non esiste ancora una risposta completamente univoca.
La Regione guidata da Stefania Proietti può rivendicare di aver avuto ragione sulla legittimità del procedimento: la sentenza del Tar resta in piedi e il Comune rinuncia a impugnarla.
Bandecchi, però, può sostenere che l’obiettivo politico essenziale non fosse vincere una causa, ma evitare che il progetto stadio-clinica venisse definitivamente fermato. E oggi quella possibilità resta aperta.
La fotografia del momento è dunque questa: la Regione vince sul metodo, Bandecchi mantiene in vita il progetto.
La partita, però, non è finita. Per stabilire chi avrà realmente vinto bisognerà vedere se lo stadio-clinica arriverà alla realizzazione e, soprattutto, quale sarà la decisione finale sul nodo sanitario e sugli 80 posti letto convenzionati.

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